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	<title>birdwatchers &#187; Marco Bechis Filmografia</title>
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	<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 07:38:13 +0000</pubDate>
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		<title>Figli/Hijos</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marco Bechis Filmografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per approfondimenti visita il sito del film Figli/Hijos

A Buenos Aires, durante la dittatura militare, una desaparecida prigioniera partorisce due bambini, maschio e femmina. Lei è &#8220;salvata&#8221; dall&#8217;ostetrica, lui viene espropriato dalla famiglia di un gerarca.
La storia prosegue a Milano, ai nostri giorni.
Javier conosce Rosa, una ragazza che arriva dall&#8217;Argentina e si dice convinta di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per approfondimenti visita il sito del film <a title="sito Figli/HIjos" href="http://www.garageolimpo.it/index1.html" target="_blank">Figli/Hijos</a></strong><br />
<a title="sito Figli/HIjos" href="http://www.garageolimpo.it/index1.html" target="_blank"><img src="http://www.garageolimpo.it/fotobechis/setC400/carlospecchio2.jpg" alt="" /></a></p>
<p>A Buenos Aires, durante la dittatura militare, una desaparecida prigioniera partorisce due bambini, maschio e femmina. Lei è &#8220;salvata&#8221; dall&#8217;ostetrica, lui viene espropriato dalla famiglia di un gerarca.</p>
<p>La storia prosegue a Milano, ai nostri giorni.</p>
<p>Javier conosce Rosa, una ragazza che arriva dall&#8217;Argentina e si dice convinta di essere sua sorella. Partiranno insieme verso Barcellona per fare l&#8217;esame del Dna e riallacciare il legame di sangue con la loro storia e la loro identità.</p>
<p><strong><em>&#8220;Si stima che i bambini scomparsi dopo la nascita in Argentina tra il 1976 ed il 1982 siano circa 500.</em></strong></p>
<p><strong><em>I casi denunciati sono solo 250.</em></strong></p>
<p><strong><em>72 ragazzi sono stati ritrovati vivi, 8 di loro sono stati ritrovati nei cimiteri clandestini. </em></strong></p>
<p><strong><em>Tutti i 72 ragazzi ritrovati - oggi hanno tra i venti e i venticinque anni - sono tornati a vivere con la loro vera famiglia (zii, nonni) e solo 4 tra loro hanno preferito rimanere con la famiglia che li ha sottratti ai loro veri genitori.&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Marco Bechis</em></p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Garage Olimpo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marco Bechis Filmografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per approfondimenti visita il sito del film Garage Olimpo

L&#8217;idea di GARAGE OLIMPO e&#8217; del 1987. Ero a Los Angeles dal mio amico regista Antonio Tibaldi. Pensavo all&#8217;Argentina e pensavo al cinema, ero a Hollywood. Ricordo che Antonio mi disse: &#8220;Se vuoi fare un primo film devi farne uno su qualcosa che conosci bene, che ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per approfondimenti visita il sito del film <a title="sito Garage Olimpo" href="http://www.garageolimpo.it/new-go/index.html" target="_blank">Garage Olimpo</a></strong></p>
<p><a title="sito Garage Olimpo" href="http://www.garageolimpo.it/new-go/index.html" target="_blank"><img src="http://www.birdwatchersfilm.com/news/wp-content/gallery/manifesto/bendanomigr.jpg" alt="" /></a></p>
<p><em><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">L&#8217;idea di <a title="sito Garage Olimpo" href="http://www.garageolimpo.it/new-go/index.html" target="_blank">GARAGE OLIMPO</a> e&#8217; del 1987. Ero a Los Angeles dal mio amico regista Antonio Tibaldi. Pensavo all&#8217;Argentina e pensavo al cinema, ero a Hollywood. Ricordo che Antonio mi disse: &#8220;Se vuoi fare un primo film devi farne uno su qualcosa che conosci bene, che ti e&#8217; capitato&#8221;. Io rifuggivo l&#8217;idea, non mi interessava espormi. Non avevo ancora realizzato un lungometraggio e mi sembrava difficile girare <a title="sito Garage Olimpo" href="http://www.garageolimpo.it/new-go/index.html" target="_blank">GARAGE OLIMPO</a> come primo film. Le immagini non mi erano ancora chiare, la produzione sarebbe stata difficile da trovare.</span></em></p>
<p style="text-align: right;">Marco Bechis</p>
<p><strong><br />
</strong><span id="more-12"></span></p>
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		<title>Alambrado</title>
		<link>http://www.birdwatchersfilm.com/news/?p=28</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marco Bechis Filmografia]]></category>

		<category><![CDATA[alambrado]]></category>

		<category><![CDATA[filmografia]]></category>

		<category><![CDATA[marco bechis]]></category>

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		<description><![CDATA[La Patagonia, un altopiano tormentato dal vento, rocce sull’Oceano, un mare metallico che si vede come una linea minacciosa oltre un campo d’erba sbiancata. Sul campo c’è una casa di legno, nient’altro. Il paese è lontano. Un distributore di benzina raduna auto in attesa di un rifornimento che non arriva mai.
C’è un aeroporto, ma a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Patagonia, un altopiano tormentato dal vento, rocce sull’Oceano, un mare metallico che si vede come una linea minacciosa oltre un campo d’erba sbiancata. Sul campo c’è una casa di legno, nient’altro. Il paese è lontano. Un distributore di benzina raduna auto in attesa di un rifornimento che non arriva mai.</p>
<p>C’è un aeroporto, ma a più di mille chilometri di distanza. In questa landa desolata, davanti al mare, in una casa fatiscente di cui per campare vende pezzo a pezzo gli ultimi arredi, vive l’inglese Harvey Logan con i suoi due figli.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.garageolimpo.it/images/ilogan.jpg" alt="alambrado" /></p>
<p>Il terzetto non è proprio idilliaco. Logan è violento. Eva è un’adolescente inquieta, provocante e vorace che sogna Parigi e studia il francese con le cassette. Suo fratello Juan è un tredicenne, innamorato della sorella e morbosamente taciturno, che impara a memoria la Bibbia sperando di partecipare a un quiz in televisione. La madre se ne è andata in un giorno senza vento. Ciascuno dei due figli evade a modo suo, ma per entrambi un polo d’attrazione è, in paese, l’unico, disadorno alberguccio che ha un televisore nell’atrio e rari viaggiatori di passaggio.</p>
<p>Pochi, quasi fantasmi gli indigeni di contorno: uno stralunato, giovane soldato in divisa con un fucile carico; un prete un po’ fanatico ossessionato dai peccati della carne, che gira in motocicletta; un ruvido impiegato del catasto. Sono i rappresentanti del potere, lontano. C’è anche un vecchio demente che in un giorno senza vento ha ammazzato i cinque figli, precipitandoli in un burrone. Contadini, pastori, camionisti. All’arrivo di un uomo d’affari inglese e di un ingegnere argentino che vorrebbero costruire un albergo e un piccolo aeroporto nei terreni vicini alla casa - perché quella è l’unica terra della regione dove il vento soffia sempre nella stessa direzione e favorisce l’atterraggio - Logan si oppone alla speculazione, anche senza i titoli legali. Un po’ per orgogliosa ostinazione, un po’ per bizzarro culto della solitudine e delle tradizioni locali, perché “quando guardo, mi piace non vedere niente intorno”.</p>
<p>Non gli resta che buttarsi nella massacrante fatica di costruire un “alambrado”: un grande recinto di fil di ferro e paletti, lungo chilometri, che, secondo il diritto patagonico, dovrebbe bastare a stabilire i confini della sua proprietà. Ma quello che lui fa di giorno, gli altri disfano di notte. Logan ci lascerà la pelle, stremato. Non andrà meglio agli altri. Juan, ossessionato dal pensiero dell’alambrado, fa a pezzi la casa per avere il materiale necessario alla costruzione di una staccionata infinita. Nella sua ricerca di “difese” finisce per uccidere l’unico uomo che avrebbe potuto portare la sorella Eva lontano, l’inglese, ormai arresosi all’impossibilità di fare qualsiasi cosa.</p>
<p>E’ contro un filo teso da un capo all’altro della strada che si spezza la corsa dell’auto che dovrebbe portarli via.“Sono tornato in Argentina a metà degli anni Ottanta, ma ho trovato tutto cambiato: non mi riconoscevo più in quel Paese né in una città come Buenos Aires. Volevo però fare un film sull’Argentina e ho preferito spostarmi in un luogo lontano, nel sud, in Patagonia, tra i pinguini e il vento a 180 km. Ho scelto un luogo difficile, dove protagonisti del mio set non sarebbero stati ponti di polistirolo, ma il vento e un paesaggio. Un paesaggio talmente incontaminato che girando questo film siamo riusciti a inquinarlo.</p>
<p>Durante le riprese sperimentai ciò che poi sarebbe diventato una costante: la riscrittura della sceneggiatura durante le riprese. Con Lara, già prima di iniziare il film, ne riscrivemmo sui luoghi stessi gran parte. Il bisogno di dissolvere ciò che è stato scritto tra gli elementi che si vanno man mano trovando durante le riprese era qualcosa che avevo visto sul set di Ginger e Fred di Fellini, qualche anno prima. Fellini era un maestro nell’arte della riscrittura del film sul set. Uno spunto casuale era il pretesto per rifare la scena completamente, in altro modo. Durante le riprese di Alambrado mi ero dunque trovato con questo bagaglio: la passione per la scrittura (che avevo coltivato con Adriano Sofri e Lara Fremder), la scoperta della sensibilità e dell’intuizione come metodo…</p>
<p>Fino a cento anni fa, per delimitare una proprietà ed evitare lo sconfinamento degli animali, si scavavano fossati. Poi è arrivato il filo spianto e il legno. L’alambrado è un limite che costa soldi e fatica, che la gente rispetta. Questi “alambrados” sono i recinti che corrono lungo tutta la Patagonia, per migliaia di chilometri. In quel paese il terreno costa un dollaro all’ettaro, ma non è produttivo: il vento soffia tanto forte da spingere nell’oceano la parte superficiale che è quella più fertile. La mia storia nasce da questo paradosso sullo spazio sterminato e il suo prezzo.</p>
<p>Non c’è niente di autobiografico, se non nella suggestione di quella natura così forte, nella memoria letteraria o nei racconti ascoltati da bambino, nel fatto che mio nonno fu sindaco di Punta Arenas, nella Terra del Fuoco. In quel pezzo di mondo dove il mondo finisce, a pochi chilometri dallo stretto di Magellano, le cose strane succedono nelle giornate senza vento, rarissime nel corso di un anno. Il suono del vento, incessante e implacabile, a 150, 200 chilometri l’ora, domina l’esistenza di chi vive in quella parte del mondo e, quando di colpo finisce e il silenzio arriva inatteso e insolito, la gente è presa da inquietudine, ansietà, spavento.</p>
<p>Ciò che mi ha attratto è stata l’idea di girarlo in presa diretta in quella realtà difficile che ha condizionato i movimenti e la recitazione degli attori e ha determinato lo stile delle riprese. Con quel vento non ti puoi permettere un dolly o un lungo carrello.</p>
<p>Non volevo attori famosi, di quelli che intervengono sull’equilibrio del film. Ho sviluppato la storia principalmente sui personaggi: ci vuole molta cura verso gli attori in un film di questo genere.</p>
<p>Ho girato qualcosa che interessava a me, che raccontasse il mio sradicamento. La storia è essenziale, lo stile con cui è realizzata anche, senza manierismi.</p>
<p>Non sono uno dei bambini di Cinema Paradiso, mi affascinano i nuovi linguaggi, l’alta definizione. Voglio dire che non sono convinto che il cinema sia l’unico mezzo di comunicare. E’ comunque il più importante per raccontare storie che restino”. (M. Bechis, 1992)</p>
<p><strong>regia:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>soggetto e sceneggiatura:</strong> Marco Bechis, Lara Fremder</p>
<p><strong>fotografia:</strong> Esteban Courtalon</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Nino Baragli, Pablo Mari</p>
<p><strong>scenografia:</strong> Jorge Sarudiansky</p>
<p><strong>musica originale:</strong> Jacques Lederlin</p>
<p><strong>suono (presa diretta)</strong>: Tullio Morganti</p>
<p><strong>interpreti:</strong> Jacqueline Lustig (Eva Logan), Martin Kalwill (Juan Logan), Arturo Maly (Harvey Logan), Matthew Marsh (Wilson), Enrique Ahriman (Sanchez), Miguel Paludi (padre Corti), Cristina Czetto (padrona dell’Hotel), Facundo Pereira (Manuel), Luis Romero (impiegato catasto), Gabriel Molinelli (meccanico), Miguel Ruiz Diaz (Schuball), Mariano Lopez (ragazzo di Eva), Marocs Maggi (soldato), Carlos Cendron (Fernandez), Juan Correra (camionista), Eduardo Colman (venditore di fil di ferro), Enrique Piñeyro (poliziotto), Fernando Cedron (pastore in moto)</p>
<p><strong>direttore di produzione:</strong> Pablo Nisenson</p>
<p><strong>produttore esecutivo:</strong> Diana Frey</p>
<p><strong>produzione:</strong> Roberto Cicutto; Aura Film (Italia), Oscar Kramer (Argentina)</p>
<p><strong>origine:</strong> Italia-Argentina, 1991</p>
<p><strong>durata:</strong> 90’</p>
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		<title>Luca&#8217;s Film</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marco Bechis Filmografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1994 morì Luca Pizzorno, un caro amico. Scultore, artista, fotografo. Con lui avevamo percorso la fine degli anni ’70 e metà degli ’80.
Andò a vivere in America, si ammalò e morì in Toscana.
In America era diventato buddista e volle essere cremato. Caterina Giargia, Dante Lomazzi e io, tre dei suoi più cari amici, decidemmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1994 morì Luca Pizzorno, un caro amico. Scultore, artista, fotografo. Con lui avevamo percorso la fine degli anni ’70 e metà degli ’80.</p>
<p>Andò a vivere in America, si ammalò e morì in Toscana.</p>
<p>In America era diventato buddista e volle essere cremato. Caterina Giargia, Dante Lomazzi e io, tre dei suoi più cari amici, decidemmo di partire per l’India e portare con noi le sue ceneri perché là venissero sparse secondo i riti buddisti. Decisi di filmare il viaggio.</p>
<p>Noi tre eravamo contemporaneamente la troupe e i soggetti del documentario. Il montaggio durò un anno, andammo a ritrovar gli spezzoni video girati con Luca durante gli anni di vita a Milano. Fu un’esperienza di scrittura alla moviola, difficile e dolorosa. Non era facile tagliare nel montaggio le immagini che lo ritraevano.</p>
<p>Ne venne fuori Luca’s film. Quella riflessione che facemmo sulla morte in occidente e in oriente mi riportò in Europa con una nuova visione delle cose.</p>
<p><strong>regia e immagini</strong>: Marco Bechis</p>
<p><strong> aiuto regia e suono</strong>: Dante Lomazzi</p>
<p><strong> montaggio</strong>: Mirella D’Angelo</p>
<p><strong> musica</strong>: Jacques Lederlin</p>
<p><strong> immagini di Luca</strong>: Mary Bosakowska, D. Lomazzi, M. Bechis, Luca Mancini</p>
<p><strong> produzione esecutiva</strong>: Caterina Giargia</p>
<p><strong> produzione</strong>: Serame Project (Silvia Pizzorno, C. Giargia, M. Bechis, D. Lomazzi)</p>
<p><strong> Coproduzione</strong>: Carlo Degli Esposti (Palomar), Achille (Studio Pontaccio), Gianfranco Clerici (Greenmovie)</p>
<p><strong> durata</strong>: 52’.</p>
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		<title>Cortometraggi e video</title>
		<link>http://www.birdwatchersfilm.com/news/?p=61</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 18:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Marco Bechis Filmografia]]></category>

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		<description><![CDATA[ 1981
Televisión Argentina
soggetto, sceneggiatura, riprese e montaggio: Marco Bechis
durata: 26’
Radiocronaca di una partita
soggetto, sceneggiatura, riprese e montaggio: Marco Bechis
durata: 50’
 1982
Desaparecidos, dove sono?
Videoinstallazione per mostra video-grafica,
in collaborazione con Amnesty International, maggio 1982
Mi sembra d’averlo già visto
regia: Marco Bechis
sceneggiatura: M. Bechis e Renè Condoluci,
tratta da Il giardino dei sentieri che si biforcano di Jorge Luis Borges
fotografia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> 1981</strong></p>
<p><strong>Televisión Argentina</strong></p>
<p><strong>soggetto, sceneggiatura, riprese e montaggio:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>durata:</strong> 26’</p>
<p><strong>Radiocronaca di una partita</strong></p>
<p><strong>soggetto, sceneggiatura, riprese e montaggio:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>durata:</strong> 50’</p>
<p><strong> 1982</strong></p>
<p><em><strong>Desaparecidos, dove sono?</strong></em></p>
<p>Videoinstallazione per mostra video-grafica,</p>
<p>in collaborazione con Amnesty International, maggio 1982</p>
<p><em><strong>Mi sembra d’averlo già visto</strong></em></p>
<p><strong>regia: </strong>Marco Bechis</p>
<p><strong>sceneggiatura:</strong> M. Bechis e Renè Condoluci,</p>
<p>tratta da <em>Il giardino dei sentieri che si biforcano</em> di Jorge Luis Borges</p>
<p><strong>fotografia:</strong> Claudio Del Punta, Italo Petriccione</p>
<p><strong>operatore:</strong> Lucio Martignoni</p>
<p><strong>montaggio:</strong> R. Condoluci, M. Bechis, Caterina Giargia</p>
<p><strong>suono:</strong> Stefano Todescato</p>
<p><strong>interpreti:</strong> Wong San Ye, Enzo Pensa, Antonio Tibaldi, Elena Cimbello, Lucio Nogara</p>
<p><strong>produzione:</strong> M. Bechis per Albedo Cinematografica</p>
<p><strong>durata:</strong> 40’</p>
<p><strong>formato:</strong> 16mm</p>
<p>Due ragazze, recandosi all’aeroporto, si raccontano un film visto in TV dall’una, al cinema dall’altra, un film di spionaggio tratto da un racconto di Borges.</p>
<p><strong>1984</strong></p>
<p><em><strong>Absent</strong></em></p>
<p><strong>regia, fotografia e montaggio:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>musiche:</strong> Gianfranco Bosisio, Antonio Di Bella</p>
<p><strong>produzione:</strong> M. Bechis per Studio Pontaccio</p>
<p><strong>durata:</strong> 7’</p>
<p><strong>formato:</strong> b/n, col. e chromakey.</p>
<p>Un uomo si volta e vede i messaggi della sua video-segreteria telefonica. Dalla finestra del suo appartamento si vede la città di “Blade runner”.</p>
<p><strong>1986</strong></p>
<p><em><strong> Dall’ascensore</strong></em></p>
<p><strong>regia:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>sceneggiatura:</strong> M. Bechis, Caterina Saviane, Caterina Zaccaroni</p>
<p><strong>fotografia:</strong> Luca Robecchi e Dario Bellini</p>
<p><strong>montaggio:</strong> M. Bechis</p>
<p><strong>musica:</strong> Piero Milesi</p>
<p><strong>interpreti:</strong> Leonora Fani, Geoffrey Metgner</p>
<p><strong>produzione:</strong> M. Bechis</p>
<p><strong>durata:</strong> 20’</p>
<p><strong>formato:</strong> b/n, col. e chromakey.</p>
<p>Un uomo e una donna nella Milano anni ’80 sulle note della “Rondine” di Giacomo Puccini.</p>
<p><strong>1987</strong></p>
<p><strong> Esterno Tango</strong></p>
<p><strong>regia: </strong>Marco Bechis</p>
<p><strong>fotografia:</strong> Marcelo Iacarino</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Elisa Bonora</p>
<p><strong>interprete:</strong> Rosario Blefari</p>
<p><strong>produzione:</strong> M. Bechis per Studio Pontaccio</p>
<p><strong>durata: </strong>35&#8242;</p>
<p><strong>formato:</strong> 16mm</p>
<p>Tredici storie di tango durante un viaggio a Buenos Aires. Appunti fantastici su una città popolata da fantasmi. Borges, Evita, un burocrate, un generale, un venditore ambulante si incrociano nei bar, sugli autobus, interpretati da attori in provini per un film da fare.</p>
<p><strong>1988</strong></p>
<p><strong> Storie metropolitane</strong></p>
<p>Una serie di sette storie in sette città del mondo</p>
<p><strong>regia:</strong> Marco Bechis</p>
<p><strong>produzione:</strong> M. Bechis per Studio Pontaccio e RAI</p>
<p><strong>durata:</strong> 49’</p>
<p><strong>formato:</strong> 16mm</p>
<p><strong>Los Angeles</strong></p>
<p><strong>montaggio:</strong> Marco Bechis</p>
<p>Un meccanico e un’aspirante attrice si incontrano nelle freeways di Los Angeles.</p>
<p><strong>Parigi 1</strong></p>
<p><strong>riprese:</strong> Daniele Incalcaterra</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Renè Condoluci</p>
<p><strong>interprete:</strong> Clotilde Coreau.</p>
<p>Due studenti si incontrano in una piazza centrale di Parigi.</p>
<p><strong>Parigi 2</strong> Banlieu</p>
<p><strong>riprese:</strong> Daniele Incalcaterra</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Renè Condoluci</p>
<p>Un ragazzo nero viene sedotto da una studentessa biondina nella periferia ferroviaria.</p>
<p><strong>Milano</strong></p>
<p><strong>riprese:</strong> Roberto Forza</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Renè Condoluci</p>
<p><strong>interprete: </strong>Maria Pia Biscotti.</p>
<p>Un operaio e una parrucchiera si incontrano a San Babila.</p>
<p><strong>Istanbul</strong></p>
<p><strong>riprese:</strong> Roberto Forza</p>
<p><strong>montaggio:</strong> Anna Napoli</p>
<p>Un marinaio e una danzatrice del ventre si incontrano nel poto di Istanbul.</p>
<p><strong>La Paz</strong></p>
<p><strong>montaggio:</strong> Pablo Mari</p>
<p>Un minatore e una cameriera si incontrano tra le strade di un quartiere residenziale di La Paz (Bolivia).</p>
<p><strong>Buenos Aires</strong></p>
<p><strong>riprese:</strong> Marco Iaccarino</p>
<p><strong>montaggio:</strong> M. Bechis</p>
<p><strong>interprete: </strong>Rosario Blefari.</p>
<p>Un cantante di tango cerca qualcuno per le strade della città.</p>
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