Marco Bechis blog, scritti pubblicati di Marco Bechis, NUOVA STAMPA Marco Bechis, stampa italiana
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Emilio Eduardo Massera è morto ieri prima che i processi per strage a suo carico fossero conclusi. Oggi in Argentina ed in altri paesi tra cui l’Italia, si stanno svolgendo molti processi contro i responsabili dei 30 mila desaparecidos. E’ stata la risposta di una nuova generazione che ha reagito alle leggi di Obediencia Debida e Punto Final. A giugno 2010 ho ricevuto un biglietto prepagato da un Tribunale Argentino che mi invitava a testimoniare. Ecco una breve cronaca di quel viaggio.
A Buenos Aires il 6 luglio 2010 era un martedì d’inverno. Arrivai alle 9 del mattino al Tribunal Oral Comodoro Py di Retiro, passai il metal detector, mostrai il mio passaporto e attesi l’inizio dell’udienza. Ero uno dei testimoni del processo ABO: Atletico – Banco - Olimpo, tre dei tanti campi di concentramento che hanno funzionato, con grande efficienza, tra il 1976 ed il 1982 in Argentina. Entrando nell’aula mi trovai di fronte gli accusati, 15 ex militari, tutti in borghese, tutti in arresto. Sul volo Milano-Frankfurt-Baires mi ero chiesto che cosa avrei fatto quando mi sarei trovato di fronte i responsabili del mio sequestro e della scomparsa di centinaia di compagni. Per trovare una risposta, avevo provato la mia deposizione di fronte ad una videocamera, mi ero poi trascritto tutto, ma restava sempre oscuro che cosa mi sarebbe successo. Parlare in un’Aula di Tribunale non è come dibattere ad una trasmissione televisiva, mi sono detto. Andai allora ad ascoltare altre testimonianze, a Comodoro Py si svolgono diversi processi contemporaneamente, i campi di concentramento furono più di trecento. Al processo ESMA ricordo un cinquantenne, ex operaio del Porto, le sue parole lente, precise, misurate, le lunghe pause che gli permisero di reggere fino alla fine. Raccontò i suoi 22 giorni All’Escuela Mecanica de la Armada, campo di concentramento della Marina Militare, di cui Massera, il Comandante Zero, era il Capo Assoluto. Lui, il Comandante Zero, non era presente in Aula per ragioni di salute. Poi toccò al secondo testimone, che era stato sequestrato insieme al primo. I due ex operai erano stati torturati alternativamente. Ma, a differenza del precedente, il secondo testimone raccontava in modo concitato, gesticolava, si voltava spesso verso gli imputati urlando: “Bravi… coraggiosi questi! Picchiare una donna incinta! Picchiare uomini bendati e legati! Siete proprio coraggiosi!”. I “funzionari” dell’ESMA rimanevano impassibili, ce n’era uno, l’ex capitano della Marina, Ricardo M. Cavallo, che batteva i tasti del suo computer. Mi hanno detto che aggiorna quotidianamente il suo blog durante le udienze. All’improvviso qualcosa si ruppe nella voce del testimone che smise di parlare prendendosi la testa tra le mani. Il Presidente diede un quarto d’ora di pausa. Tra il pubblico presente si alzò il figlio del testimone e chiese il permesso per parlare a suo padre. Da lontano non so cosa si siano detti, ma lo calmò, lo rassicurò, ed il processo riprese. A volte solo i figli possono aiutare i padri.
Per evitare che i testimoni leggano un testo scritto da qualcun altro, il Tribunale Orale non permette fogli scritti, niente appunti. Quella mattina del 6 luglio entrai nell’Aula del Tribunal Oral senza guardare, neanche per un istante, i 16 militari in borghese presenti in aula. Mi chiesero le mie generalità, giurai di dire il vero e mentre il Pubblico Ministero mi faceva la prima domanda, lo interruppi e rivolgendomi alla signora Presidente del Tribunale, chiesi di essere messo alla pari, perché forse questi signori potevano riconoscermi - anche se il tempo passa per tutti - ma io certamente non potevo farlo, perché nel Club Atletico ero sempre bendato. Pretesi quindi che quei signori mi fossero presentati in modo da poterli identificare visivamente. La Presidente chiese alle parti se avessero qualcosa in contrario, le parti discussero, finalmente la giovane avvocatessa che difendeva gli ex militari acconsentì, ma pretese che quella mia stravagante richiesta fosse messa agli atti. A quel punto tirai fuori dalla tasca un foglio rigorosamente bianco ed una Bic; la Presidentessa, senza capire bene che cosa io stessi facendo, iniziò ad indicare uno per uno gli imputati, presentandomeli per nome e cognome. Erano 16, e mentre lei me li indicava, io li fissavo severamente e scrivevo il loro nomi e cognomi sul foglio. Uno per uno, come a scuola con i cattivi. E mentre stillavo la mia lista, leggevo nelle loro facce lo sgomento per quel gioco capovolto: avevano di fronte un ex prigioniero che li stava schedando. Poi, teatralmente, ho piegato il foglio, l’ho infilato nel taschino. A quel punto ero sicuro, non temevo più nulla. Il Pubblico Ministero mi fece la prima domanda.
Quei 15 uomini rischiano l’ergastolo, ma non hanno mai parlato, e come Massera si porteranno i loro segretinella tomba. Loro sanno dove sono state improvvisati i cimiteri clandestini, sanno chi è stato gettato vivo nell’Oceano, sanno dove sono i neonati oramai trentenni rubati alle loro madri, che vivono sotto falsa identità. Sanno e non parlano, una violenza inaudita. La morte di Massera è, come quella di ognuno di loro, la violenza ultima, perché con la loro morte quel silenzio diventa eterno.
Marco Bechis @ November 15, 2010
International Awards, Marco Bechis blog
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Londra, 22 giugno 2010
Istituiti nel 1987, i One World Media Awards sono oggi uno dei più importanti eventi internazionali dedicati al riconoscimento della copertura mediatica sulle questioni dei paesi in via di sviluppo. Lo scopo di One World Media è infatti quello di aumentare la comprensione reciproca tra i paesi in via di sviluppo e i paesi più avanzati attraverso l’uso dei media e di mettere in luce come oggi, nel mondo globalizzato, tutte le nazioni siano interdipendenti. L’idea-guida di One World Media è che i media possano portare un contributo fondamentale alla realizzazione nel mondo dei diritti umani, della democrazia e del “fair government”.
“La giuria è stata unanime nel votare come vincitore questo film avvincente e splendidamente realizzato. Il suo approccio quasi documentario ci ha trascinato dentro vite che abbiamo sentito di non aver mai visto prima su pellicola. Per quanto semplice sia la storia, indigeni che combattono per reimpossessarsi delle loro terre, il suo modo di raccontarla contiene molte sorprese e una deliziosa leggerezza di tatto e di spirito. Semplici ed eleganti riprese di paesaggi, spesso aeree, fanno da energico contrappunto alla storia parlando elegantemente del conflitto fra lo sfruttamento commerciale della foresta e la terra natia del popolo Guarani.”
• PRESIDENTE: Peter Carlton, Direttore di Warp Films Europe
• Jan Younghusband, Music & Events BBC
• Lydia Adetunji, Sceneggiatrice
• Greta Scacchi, Attrice
ufficio stampa @ August 22, 2010
Marco Bechis blog, Rassegna Stampa
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Paraguay, in lingua guaranì 16 febbraio 2010
http://www.abc.com.py/abc/nota/77671-El-drama-de-los-kaiowa-guaraní-en-una-película/
http://www.abc.com.py/abc/nota/77672-Garage-y-Birdwatchers/
http://www.abc.com.py/abc/nota/78097-Un-abordaje-maduro-de-la-problemática-indígena/
Portogallo 29 ottobre 2009
Inghilterra 16 settembre 2009
The Guardian, 11 settembre 2009
Germania, 16 luglio 2009
TRAILER TEDESCO http://www.birdwatchers.pandorafilm.de/
german/spanish interview
-Norvegia il 19 giugno 2009
-Olanda, aprile 2009
-Svizzera il 22 maggio 2009
-Belgio, maggio 2009
-Francia il 17 dicembre 2008
-Brasile ottobre 2008
-Italia, 2 settembre 2008
FESTIVALS
MELBOURNE FILM FESTIVAL 2009
AMNESTY INTERNATIONAL FILM FESTIVAL2009
CPH:PIX NEW COPENHAGEN INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2009: Latin Zone
EDINBURGH INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2009: Rosebud
FEBIOFEST 2009: Omaggio a Marco Bechis
FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI TOKYO2009: Panorama
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI ISTANBUL 2009: Premio del Consiglio d’Europa - Face Award
LOS ANGELES FILM FESTIVAL 2009: International Showcase
NEW DIRECTORS/NEW FILMS 2009, New York Times review
ROTTERDAM INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2009: Spectrum
SEATTLE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL2009: Contemporary World Cinema
SYDNEY FILM FESTIVAL 2009
AMAZONAS FILM FESTIVAL 2009 Gran Premio della Giuria presieduta da Alan Parker
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DI KERALA 2008: World Cinema
FESTIVAL DO RIO 2008: Panorama
FESTIVAL DU FILM ITALIEN DE VILLERUPT2008: In Concorso
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MAR DEL PLATA 2008: Panorama
LA BIENNALE DI VENEZIA 2008: Premio C.I.C.T. UNESCO Enrico Fulchignoni
SÃO PAULO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL2008: Perspective
VIENNALE 2008: Spielfilme
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Marco Bechis @ July 5, 2009
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Una battuta da ignorante non si scherza su questi drammi
Repubblica — 19 febbraio 2009 pagina 11 sezione: POLITICA ESTERA
ROMA - «A volte Berlusconi mi fa quasi tenerezza, è così ignorante dei drammi della nostra storia recente che mette tutto sullo stesso piano, parla dei desaparecidos come se parlasse di calcio o di uno show del sabato sera. È inevitabile che ferisca la suscettibilità di altri paesi, di altre vicende, che conosce per sentito dire e che finiscono nel frullatore delle sue barzellette semplicemente perché non gli interessano». Marco Bechis, il regista che ha raccontato in “Garage Olimpo” gli orrori della dittatura argentina, non è sorpreso dalla gaffe di Berlusconi. «Me l’ aspettavo prima o poi…». Andrebbe ignorato? «No niente affatto. Bisogna sempre sottolineare quando ci sono questo tipo di superficialità. Il premier di un paese non può parlare con leggerezza di una tragedia come la strage di migliaia di argentini (e italoargentini), purtroppo però con Berlusconi ormai ci siamo abituati a questo genere di battute. Per lui è una battuta come tante. Piuttosto mi colpisce un’ altra cosa e se mi permette critico i giornali. Ho come l’ impressione che alcune cose vengano fatte diventare importanti ad arte. Come per parlare d’ altro e questo fa parte anche della strategia comunicativa di Berlusconi. Dico: s’ è appena dimesso Veltroni da segretario del maggior partito d’ opposizione, sta arrivando una crisi economica che potrebbe ave re effetti spaventosi, e sembra che parliamo di questa gaffe quasi per parlare d’ altro». L’ Argentina ha convocato l’ ambasciatore italiano, i parenti delle vittime protestano, forse servirebbero delle scuse… «Dico di più, rischiando anche di fare un po’ di fantapolitica. In Italia ci sono alcuni magistrati che stanno cercando di ottenere l’ estradizione di Emilio Massera per processarlo. L’ ammiraglio Massera è un massone piduista come lo è stato Berlusconi, era nella giunta insieme a Videla ed era uno dei massimi responsabili del lager dell’ Esma, la Scuola di Meccanica della Marina argentina a Buenos Aires, dove iniziarono “i voli della morte” e dove migliaia di persone vennero torturate e uccise. Il governo argentino è sostanzialmente favorevole all’ estradizione e al processo a Roma contro Massera per gli italo-argentini uccisi dai militari. Non vorrei che adesso tutta questa procedura si fermasse per questa crisi diplomatica tra i due paesi. E non vorrei, ma qui probabilmente esagero, che Berlusconi abbia voluto quella gaffe per creare l’ incidente. Per mesi Massera si è sottratto ai magistrati italiani raccontando di vari malanni dovuti all’ età ma, proprio in questi giorni, una commissione medica ha stabilito che può essere sottoposto a processo». - Omero Ciai
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L’Unità, 19 febbraio 2009
La giunta militare argentina di Videla, Massera e Agosti aveva escogitato un sistema ingegnoso per l’eliminazione fisica dei desaparecidos, era infallibile e non lasciava tracce. I prigionieri venivano caricati su un aereo Hercules della Marina Militare, a gruppi di venti, narcotizzati con un’iniezione di Pentotal che li lasciava semi coscienti, senza forze sufficienti per reagire. Il volo in mare aperto durava un paio d’ore, era successo già che corpi lanciati nel vuoto sul Rio de La Plata ritornassero a riva con le mareggiate. Poi, sull’oceano, in mezzo al cielo blu, durante le belle giornate, i prigionieri venivano lanciati, vivi, nel vuoto. Sono stati eliminati così migliaia di cittadini argentini tra il 1976 e il 1982, tra un campionato del mondo e un altro, per avere dei riferimenti cari al Presidente del Consiglio Italiano. Un solo militare confessò poi di aver partecipato ai “voli della morte”, il capitano Scilingo, disse che il rimorso per quello che aveva fatto gli cominciò dentro il giorno in cui scivolò sul bordo della portiera del Hercules e quasi cadde giù insieme al prigioniero che stava spingendo nel vuoto, lo salvò un suo camerata che prontamente l’agguantò.
Se chi scherza, prendesse un giorno uno scivolone volando ad alta quota sul proprio elicottero con la portiera aperta, quel giorno forse queste vicende gli sarebbero più chiare. Ma basterebbe rispettare la Storia.
Marco Bechis
blog di Gigi Riva
Marco Bechis @ July 5, 2009
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il film esce nelle sale della Francia il 17 dicembre 2008
SITO FRANCIA
http://www.ocean-films.com/laterredeshommesrouges/
Il film è nelle sale del Brasile dal 28 novembre 2008
SITO BRASILE
http://www.terravermelhaofilme.com.br/
Marco Bechis @ December 14, 2008